La geografia sociopolitica del Canada è uno dei fattori principali nel processo di formazione dell’identità culturale del paese. Le maggiori città sono favorite da una più vasta attività nella rete della avanguardia. I centri minori, lontani talvolta dalle fonti di informazione e dai mezzi di comunicazione, sono rimasti tradizionalmente più distanziati. Canada06.jpg Sin dal periodo “hippy”, è esistita una coscienza di attività collettiva di gruppo, volta a favorire la distribuzione del lavoro in maniera comune. Il Rochdale College di Toronto, ora chiuso, operava negli anni Sessanta come centro di raduno per gruppi radicali. In seguito, collettivi più ridotti si sono formati intorno a giornali “underground”, a centri d’arte marginale, a gruppi di artisti e di teatro sperimentale. Talvolta il gruppo era semplicemente rappresentato dal lavoro di due persone, in altri casi invece si trattava di gruppi ben più ampi. Ciascuna città del Canada ha avuto situazioni di gruppi diversi, con caratteristiche di lavoro particolari nella filosofia e nel fare dell’arte. Vancouver, ad esempio, ha una tradizione congeniale all’uso della droga “libera” e, in definitiva, è la più “hippy” tra le città canadesi. Tale orientamento è rinforzato dal clima molto temperato e dalla situazione “paesaggistica” (sfruttamento a carattere turistico) molto diversificata della città. A Vancouver sono presenti gruppi come il Video lnn, il Western Front, il Metromedia che sono anche i più importanti.  Il Video lnn è il risultato della collaborazione di una dozzina di artisti di video che dedicano le proprie energie al centro, il quale raccoglie e fa circolare nastri video, in particolare quelli sulle tecniche di sopravvivenza e su problemi di natura sociale. Da tale lavoro a una attività di trasmissioni radio-televisive il passo è breve: probabilmente il Video lnn ammodernerà il suo ruolo di collettivo con aspirazioni sociali, trasformandosi in un centro di programmazione televisiva di controinformazione. Video lnn divide le responsabilità amministrative tra i suoi membri e organizza frequenti cene/raduno collettive. Col centro collaborano diversi importanti video-operatori, tra cui spiccano Paul Wong e Michael Goldberg, autore, quest’ultimo, di un manuale video dedicato alla promozione dell’uso alternativo del “portapack”. Il Western Front ha invece una storia alquanto diversa, perché opera come un club privato di sette membri aderenti. Il gruppo ospita artisti che lavorano in aree simili al gruppo stesso (tra gli altri, Opal L. Nations, Willoughby Sharp, Lowell Darling e Anna Banana), ma anche artisti associati ad esso, come Byron Black e Don Druick. Dr. Brute, Mr. Peanut, Lady Brute, Flackey Rose Hip e Marcel Idea, che lavorano facendo uso dei cliché culturali dei mezzi di comunicazione contemporanei adottandone immagini (pelle di leopardo, avvisi economici, collage neo-dadaista) e icone, sono invece gli artisti del Western Front. Canada07.jpg Diversamente da quelli della costa Ovest, questi artisti prendono una sola immagine consistente nella amplificazione e appropriazione culturale. Gruppi di artisti operano anche in altri centri minori delle province occidentali del Canada, anche se hanno una identità meno marcata e nota dei gruppi che operano nella rete internazionale dell’arte marginale. Tali centri promuovono il lavoro primitivo, quasi artigianale, funzionando anche come centri d’arte, teatri alternativi, centri jazz e fotografici. Nel Saskatoon, ad esempio, operano il Shoestring e il Photographers Gallery, quest’ultimo molto noto per l’alta qualità della sua fotografia sperimentale. A Calgary, il Dandelion e il gruppo Works, recentemente scioltosi a eccezione del centro Parachute for Cultural Affairs diretto da Clive Robertson e Marcella Bienvenue. Parachute si mantiene in contatto con i maggiori centri di informazione internazionale e svolge la funzione di punto di passaggio tra Est e Ovest. Per spezzare l’isolamento Clive Robertson invita “performers” come il Ccmc, i Missing Associates, il giornale dada “File” (di cui è un grande “discepolo”). Un’altra enclave in isolamento nel Southern Alberta è la galleria d’arte a Lethbridge, diretta da Allan McKay, direttore anche della Anna Leonowens Gallery ad Halifax. Non dissimile da quest’ultima, è la galleria One-One-One a Winnipeg, recentemente chiusa dopo un breve periodo di attività. Sebbene le città dell’Ovest canadese abbiano immensi surplus finanziari, questi centri d’arte sopravvivono a stento e col solo finanziamento del Canada Council. La funzione primaria di tali centri marginali è di offrire appoggio agli artisti (in genere concettuali o marginali). Il pubblico è piuttosto limitato anche perché esiste scetticismo sulla direzione e funzione dell’arte contemporanea alternativa. Nel Canada orientale non esiste lavoro di collaborazione paragonabile a quello che avviene nella parte occidentale del paese ed è, inoltre, di diversa natura. I gruppi dell’Est manifestano una aspirazione sociale diversa: alcuni sono altamente politicizzati e poco noti al di fuori del proprio milieu culturale. Montreal è divisa tra gruppi di lingua francese e gruppi di lingua inglese, e all’interno di tale divisione, ciascun gruppo è ulteriormente diviso. A Vehicule Art, ad esempio, il gruppo Fondatore (di lingua inglese) è stato liquidato e sostituito da un gruppo più conservativo. Gli artisti di questo gruppo non partecipano ad azioni collettive, ma preservano i propri interessi individuali con concetti vecchi e propri dell’arte degli anni Sessanta. “Corridart” è stato il maggiore evento collettivo e il più politico negli ultimi due anni a Montreal. Ancora a Montreal operano Optica e Media, gallerie Canada08.jpg bilanciano Vehicule con contenuti talvolta diversi dalla orientazione concettuale di questa ultima. Entrambe le gallerie dimostrano un’ossessione verso la presentazione “professionale” e sterilizzata dell’arte contemporanea. I giornali redatti da Allan Bealy e Tom Dean (quest’ultimo ora operante a Toronto) danno sfogo a espressioni collettive, seguendo canoni e indici analoghi al recupero delle immagini neo-dada, icone con collage di immagini trovate, come evidenziato in “Da Vinci” e “Beaux Arts”. Un gruppo video collettivo è Videographe, che svolge un’attività di documentazione teatrale di problematiche sociali. Videographe, al momento, soffre di problemi economici gravi e ha un presente incerto. Vehicule ha sempre favorito un lavoro di individui anziché di gruppi: si conosce l’attività di un Tom Dean e di Suzy Lake. Nell’Ontario, la provincia più popolosa del Canada e con le città più importanti, è maturata una certa sensibilità politica in centri quali London, St. Catherine, Peterborough. A London un circolo di artisti si è costituito per la tutela dei diritti degli artisti. Il gruppo Car, pubblica un periodico politicizzato, “Carot”. Questa pubblicazione fa pressione sugli organismi politici e sulle gallerie pubbliche per una più equa distribuzione di garanzie economiche. Il gruppo non rappresenta tuttavia i gruppi di avanguardia in discipline miste, i quali preferirebbero uno stipendio garantito esteso a tutta la società. Il Body Politic, che si dedica alla problematica della liberazione omosessuale, ha incluso nel suo circolo alcuni degli artisti i più radicali (i quali in seguito si sono collegati al sistema alternativo di gallerie) e senza dubbio rappresenta uno dei gruppi più organizzati. Gli altri giornali fondati negli anni Sessanta o agli inizi dei Settanta sono quasi tutti scomparsi. Altri, tuttavia, sono nati nel frattempo: “May Day” a Vancouver, “Partisan” (che ha sostituito “Guerilla”) e “Art Et Communication Edition” a Toronto. Se “Partisan” è non del tutto realizzato nelle sue intenzioni, il giornale radicale “Art Et Communication Edition” (Ace), è riconosciuto, a livello nazionale e internazionale, come l’organo ufficiale dell’informazione d’avanguardia, per la performance art, le sezioni in video, i libri d’artista, il radical design e per il cinema indipendente. Gli articoli di “Ace” sono talvolta scritti collettivamente e sulle pagine di questo giornale è riportato lo stato più recente dell’arte in Canada: in particolare gli ultimi inserti sul comportamento, il contestualismo, il “ritual”, con manifesti di Michael Bernman e Wendy Knox Leet. “Only Paper Today”, in passato conosciuto come “Proof Only”, viene edito collettivamente dal gruppo editoriale formato da artisti come Blastbloom, Vic D’Or, Dawn Eagle ecc. I contributi collettivi, come quelli dei Blastbloom Associati, appaiono solo sporadicamente, anche se si dimostrano profetici e importanti circa la scena dell’arte contemporanea in Canada. I Blastbloom Associati, molto attivi nell’area del disegno radicale Canada09.jpg (competizione per il “Self-Help” di Manila e con il progetto “Casa per un superstar” per il Japan Design), sono anche editori di un’edizione del giornale “Supervision” oltre che di manifesti e dichiarazioni radicali. Il giornale “File” è anch’esso il lavoro collettivo di tre artisti, conosciuti come  General Idea Art Metropole. “lmpulse”, sempre di Toronto, è edito da Eldon Garnett. È meno collettivo dei precedenti e presenta inserti speciali quali il “Self-Portrait” (che ha incluso Blastbloom, Heather MacDonald, Diane Boadway, tra gli altri) e il long-playing di Joe Hall. “Spill”, edito da Elizabeth Chitty e pubblicato dal 15 Dance Lab. Si concentra sugli aspetti da tempo trascurati della coreografia indipendente e della danza sperimentale. “Strange Faces” di Vancouver, edito da Opai L. Nation è invece collegato alla rete neo-dada della costa occidentale. Evidenziato dallo stile di Anna Banana e Dadaland, è in corrispondenza diretta coi gruppi dada di Vancouver e San Francisco. La tendenza a trovare punti in comune nella sensibilità collettiva è fortemente presente negli attuali sviluppi della “performance art” o nei progetti di gruppo. Alcuni tentativi sono stati fatti a Toronto con il gruppo Shitbandit, formato in seguito all’insegnamento di Roy Ascott all’Ontario College of Art, e con il gruppo di Anartists. Tali gruppi hanno poi preso direzioni diverse, tra cui il teatro di marionette di David Powell, la scuola di comportamento di Ron Gillespie, il “sadomasochismo” di Bruce Eves, il peggior gruppo di rock Et jazz di «Oh Those Pants! », che fanno capo a Michael Berman e Douglas Pringle. The Poles sono la più recente manifestazione del rock con una base teorica nel “rito” (descritto nel manifesto di Michael Berman e Wendy Knox Leet in “Ace”). Wendy Knox Leet e Ted Weir sono stati i primi artisti negli anni Settanta a iniziare le performance o azioni di rito (era il 1974). Tale esperienza è molto simile a quella inglese, ed è stata generalmente accettata dal pubblico. Socialmente meno accettate per le loro basi contradditorie e intellettuali, sono l’arte contestuale e quella del comportamento. L’arte contestuale è apparsa a Toronto nel 1974 (vedi articolo precedente su “Tra”) e al momento è perseguita dall’Art Language, da Joseph Kosuth, Sarah Charlesworth, Herve Fischer, Amerigo Marras e dai Missing Associates. Jan Swidzinski (Polonia) è stato il maggiore portavoce del movimento contestuale, come è espresso nei documenti “Art as Contextual Art” e negli importanti seminari tenutisi al Centro for Experimental Art & Communication di Toronto. Le caratteristiche dell’arte contestuale sono derivate in parte dal cinema indipendente materialista e in parte dal contestualismo di Joseph Kosuth. I Missing Associates sono in parte un collettivo, in toto, invece, la ideazione di Peter Dudar e Lily Eng. Il lavoro di Peter Dudar è strutturale e metodico, quello di Lily Eng è invece comportamentista. Canada10.jpg Il gruppo formato da Diane Boadway, Bruce Eves, Ron Gillespie, Amerigo Marras, Wyndham Wise, Richard Shoichet e Chris Radigan, ha presentato per la prima volta a New York delle situazioni contestuali negli spazi dei Ps1 (diretto da Alanna Heiss dei Clocktower), Artists Space e dei Franklin Furnace diretto da Martha Wilson. Altri contestualisti con lavori strutturali sono Brian Kipping, Doug Duart, Ross McLaren, che lavorano però come artisti indipendenti. Ron Gillespie (e il suo collettivo) e Lily Eng (dei Missing Associates) sono stati impegnati in attività di comportamento. Tale lavoro è collegato a quello di Marina Abramovich, Gina Pane, Vito Acconci, Petr Stembera, e soprattutto dei Reindeer Werk (Inghilterra). Le nuove premesse del comportamento richiedono in alcuni casi (Bruce Eves, Ron Gillespie) una nuova situazione di lavoro di gruppo. Altri artisti del comportamento sono Barbara Bloom, Stephen Willats, Peter Dunn, Scott Burton, Nancy Gordon e anche Peter Melnick col suo teatro sperimentale. Peter Melnick adotta sistemi di collaborazione sperimentale in Canada, eguagliando le esperienze di un Bob Wilson o un Richard Forman negli Stati Uniti. I pezzi di teatro di Melnick articolano il movimento e il linguaggio concreto, con una affinità molto vicina al teatro di improvvisazione (collettiva) di David Tipe. Nel campo del comportamento rientrano anche le performance sul sadomasochismo di Bruce Eves, con la partecipazione di Bruce Eiken (conosciuto anche come  Wonderdog) e dei Blastbloom Associates. Di recente, nel profluvio di festival e grandi eventi, sono comparsi i programmi sul super 8 a Toronto e la serie di performance a Montreal organizzate dal giornale “Parachute”, con la partecipazione di Michael Snow, Caroline Tisdall, Germano Celant e dei Reindeer Werk, in collaborazione col gruppo di comportaménto Ceac di Toronto. Tale collaborazione tra i Reindeer Werk e il Ceac è di grande importanza. Il primo passo è stato lo stabilirsi di una scuola del comportamento attraverso le “free schools”, presenti oltre che in Irlanda e a Londra, anche a Toronto e New York. Il fronte collettivo internazionale è quindi formato dal gruppo contestuale polacco, dall’École sociologique interrogative di Herve Fischer a Parigi, dal Wave e dal Centre for Experimental Art Et Communication (che aprirà un ufficio di informazione a New York il prossimo autunno) . Sarà marcato dalla prossima partecipazione alla sezione “Violenza e comportamento” della Documenta a Kassel, in Germania.

Testo di Amerigo Marras  pubblicato nel numero 3 di “Tra” (1977)


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